| |
Obiettivi formativi del corsoFornire agli studenti una conoscenza generale dei concetti di prevenzione e protezione per la sicurezza e la salute durante il lavoro, e delle loro applicazioni, con particolare riferimento agli aspetti riguardanti la presenza e l’impiego di prodotti chimici, e, per questi, una conoscenza di base delle normative di protezione ambientale. |
| |
Programma· CONSIDERAZIONI sul CONCETTO e sulla CULTURA DELLA SICUREZZA. · CONCETTI DI PERICOLO E DI RISCHIO (pericolo, rischio, magnitudo del danno, probabilità di accadimento). La VALUTAZIONE dei rischi. Le FONTI DI RISCHIO. · LA SICUREZZA ATTRAVERSO LE NORME. Generalità sulle fonti normative:. definizioni, livelli delle norme. – Articoli 2050 e 2087 del Codice Civile; Sicurezza Chimica e legislazione: elencazione delle principali leggi. · CLASSIFICAZIONE ED ETICHETTATURA delle sostanze pericolose. Evoluzione in corso della normativa. Il D.Lgs 52/1997 e successivi D.M. Cenni sulla notifica per l’immissione sul mercato. Criteri per definire le caratteristiche di pericolosità per infiammabilità e di pericolosità per la salute. Simboli di pericolo. Frasi R, frasi S; identificazioni sostanze con numeri (CAS, EC, elencazione europea, numero ONU). Classificazione, etichettatura ed imballaggio dei preparati pericolosi: cenni sul D.Lgs. 65/2003 per i preparati. Cenni sul REACH. Il REGOLAMENTO 1272/2008 e cenni sulla nuova normativa per classificazione ed etichetttura. · LE SCHEDE DATI DI SICUREZZA: sommario dei 16 punti delle SDS; obbligo di fornitura. Esempi.· IL REGOLAMENTO PER L’IMPIEGO DEI GAS TOSSICI (R.D. 147/1927). · Il D.Lgs. 81/2008. Presentazione generale con particolare riferimento alle parti di specifico interesse (ad es. Titolo IX – Sostanze pericolose).· CENNI DI PREVENZIONE INCENDI. Il triangolo del fuoco. Definizioni: fuoco, incendio, combustione, calore di combustione, T di infiammabilità, T di autoaccensione. LEL, UEL, campo d’infiammabilità. Cenni sulla classificazione per l’infiammabilità degli oli minerali, e delle miscele di carburanti nel D.M. 31.7.1934. Resistenza al fuoco di strutture portanti e separanti. Reazione al fuoco dei materiali. Classificazione dei tipi di fuoco. Dotazioni antincendio; tipi di estinguenti e tabella dell’idoneità di ciascuno per vari tipi di materiali o sostanze. Conformazione degli estintori; omologazione. Cenni al D.M. 10 marzo 1998; valutazione del rischio incendio; numero minimo di estintori. Ubicazione delle attrezzature di spegnimento. Controlli. Vie di uscita. Iter autorizzativi VVF: attività soggette al controllo VVF (D.M. 16.2.1982).approvazione progetto; CPI. · TITOLO IX del D.Lgs. 81/2008 - Sostanze pericolose: Protezione da agenti chimici e da agenti cancerogeni e mutageni, (e dall’amianto). Misure di prevenzione e protezione. Sostanze vietate/autorizzazioni. Valori limite di esposizione, con richiamo anche ai TLV. Valori limite biologici. Sorveglianza sanitaria. Valutazione dei rischi. · TITOLO XI del D.Lgs. 81/2008 - Protezione da atmosfere esplosive. Definizioni; obblighi; classificazione delle aree; valutazione dei rischi; misure di prevenzione e protezione; idoneità e criteri di scelta per apparecchiature elettriche; segnaletica. Particolarità per laboratori chimici (riferimenti a Guida CEI 31-35;V3). Particolarità per esplosioni da polveri.· REATTIVITÀ CHIMICA (cenni, con riferimento al Manuale UNICHIM 192/2): pericoli, cause del rischio, conseguenze del rilascio incontrollato d’energia; fattori chimico-fisici; reazioni di decomposizione e combustioni esplosive; struttura chimica e reattività; raggruppamenti pericolosi; composti polimerizzabili; composti endotermici; composti piroforici; composti perossidabili; esempi di sostanze reattive con l’acqua; composti redox; matrice d’interazione chimica. Cenni sui metodi previsionali della reattività. Esempi di sostanze chimiche incompatibili.· IL LABORATORIO CHIMICO come tipo particolare d’impianto. Criteri di sicurezza per strutture, attrezzature ed apparecchiature di processo e di servizio. Layout. Aspetti architettonici. Gli spazi di lavoro. Gli impianti elettrici; norme CEI; denunce e verifiche impianti (D.P.R. 462/2001). Distribuzione dei fluidi: pericoli, principali precauzioni nelle realizzazioni impiantistiche. Accenno al D.Lgs. 37/2008 relativo all’installazione di impianti. Scarichi di effluenti liquidi e gassosi. Necessità di raccolta dei liquidi di scarto come rifiuti. Considerazioni sulla pericolosità di gas e vapori infiammabili o tossici o inerti. Attrezzature ed arredi tecnici nei laboratori chimici; loro caratteristiche generali per un lavoro sicuro nel laboratorio; in particolare: banchi, cappe chimiche (modalità d’impiego; riferimenti a norme tecniche esistenti), glove box, aspirazioni localizzate, cappe “a baldacchino”; caratteristiche di velocità raccomandate per il buon funzionamento. Filtri HEPA e ULPA; cenni sull’impiego di filtri a carboni attivi. Cenni sulle cappe biologiche. Verifiche. Manutenzioni.Armadi per sostanze pericolose per la salute e per sostanze infiammabili; frigoriferi. Cenni su depositi di infiammabili e combustibili e per gas tossici. Locali/laboratori per lavorazione e sperimentazione con apparecchiature ad alta pressione. Sicurezza nell’uso di apparecchiature in vetro. Apparecchiature sotto vuoto. Sistemi di riscaldamento. Cenni sulle caratteristiche essenziali per sistemi di controllo e allarme. Apparecchi “fatti in casa”, sistemi di collegamento e loro affidabilità. Scelta dei materiali e fonti bibliografiche d’ausilio. Trasporti interni. Manutenzione in sicurezza; permessi di lavoro. · USO di GAS COMPRESSI IN BOMBOLE: terminologia per i recipienti di gas compressi, liquefatti, disciolti. Contrassegnatura e identificazione del contenuto.Modalità di detenzione e d’uso in sicurezza di bombole.· APPARECCHI IN PRESSIONE. Cenni di massima su principali tipi di apparecchi in pressione nell’industria chimica ed in particolare di interesse per i laboratori; cenni sulle normative esistenti e sui controlli.· RADIAZIONI (ionizzanti, non ionizzanti): proprietà fondamentali, effetti biologici, prevenzione e protezione, sorveglianza fisica e sanitaria, riferimenti normativi.· DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI). Tipologie e classificazioni. Scelta. Corretto utilizzo.· Cenni su ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI SICUREZZA E D’EMERGENZA. Il PRONTO SOCCORSO come previsto dal D.M. 388/2003. Cenni sul personale addetto all’antincendio ed al primo soccorso.· TRASPORTO di materiali pericolosi (strada, ferrovia, aereo, mare, fiume). Riferimenti normativi. · RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE. L’incidente di Seveso e cause. La direttiva “Seveso”, evoluzioni sue e della legislazione di recepimento, fino al D.Lgs. 238/2005 (“Seveso 3”): campi d’applicazione, obblighi.· PROTEZIONE DELL’AMBIENTE: cenni al Testo unico per l’ambiente (D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152) ed ai suoi contenuti relativamente alla normativa per i rifiuti, per la protezione delle acque e dell’atmosfera. |